PRATO








Il luogo e la sua storia


La storia della città comincia di fatto con l'invasione dei Longobardi nel VI sec. d.C., che si stanziano nella Val di Bisenzio e nella zona di Montemurlo, anche se pare accertato che la zona fosse già abitata nel paleolitico e in seguito da liguri, da etruschi (VII-V sec. a.C.) e infine romani, come testimoniano rispettivamente vari ritrovamenti nella zona di Galceti, l'area archeologica intorno ad Artimino e l'antico nome di pagus Cornius attestato per questi luoghi.


Nella seconda metà dell'XI sec. si riuniscono a formare la città due nuclei abitativi distinti: il Borgo al Cornio, situato nella zona dell'attuale piazza Duomo, nei pressi del quale doveva già esistere l'antica pieve di Santo Stefano e il castello di Pratum dei Conti Alberti, che sorgeva poco distante e che diede il nome alla città. Nella seconda metà dell'XI sec. si riuniscono a formare la città due nuclei abitativi distinti: il Borgo al Cornio, situato nella zona dell'attuale piazza Duomo, nei pressi del quale doveva già esistere l'antica pieve di Santo Stefano e il castello di Pratum dei Conti Alberti, che sorgeva poco distante e che diede il nome alla città. La popolazione pratese si dà una forma governativa autonoma: il Comune, affidata a consoli e podestà, eletti in carica per sei mesi. Tra le fine del XII e l'inizio del XIII sec. vengono costruite in successione due cinte murarie a difesa del comune diventato importante per il commercio della lana. Nello stesso periodo Prato è al centro di accanite lotte di fazione tra guelfi e ghibellini e subisce la scomoda e invadente vicinanza di Firenze che ne determina anche la vita politica e istituzionale. Nel XIV sec., a seguito di carestie ed epidemie, Prato subisce un radicale ridimensionamento demografico. Le famiglie più abbienti, sopravvissute alla peste del 1348, hanno la possibilità di costruire ex-novo i palazzi. Un avvenimento drammatico è il sacco del 1512 compiuto dalle truppe spagnole, accorse per restaurare la spodestata signoria medicea, che doveva servire di monito per la città di Firenze. La città moderna Nel 1653, con l'istituzione della diocesi, a Prato viene concesso il titolo di Città, mentre sino ad allora era stata chiamata ¨Terra¨. Se nel XVI e XVII sec. Prato vive un periodo di stasi, già nel Settecento, con la politica economica del Granducato di Toscana retto dai Lorena, che facilita l'attività tessile pratese, cominciano a delinearsi i presupposti della città moderna. Vengono soppresse le Corporazioni, ormai superate, e viene costituita la Camera di Commercio. Nei primi decenni dell'Ottocento ha inizio la meccanizzazione dell'industria e nella seconda metà del secolo si sviluppa la tipica attività locale della fabbricazione della lana rigenerata, ricavata dai residuati tessili. Questi prodotti conquistano i mercati mondiali ponendo le basi dello sviluppo successivo che ha permesso alla città di conquistare l'attuale leadership nel settore.

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