LUCCA


LE ANTICHE MURA
Nonostante che nei primi anni del Novecento sia stoltamente pensato di poter abbatttere la grandiosa cerchia muraria per una banale utilizzazione d'area, non possiamo dissociare l'immagine di Lucca da quella suoi bastioni, che per oltre quattro kilometri le si snodano attorno. Sita presso la riva sinistra del Serchio in una pianura amena e fertilissima, la città appare da lungi mirabile proprio per l'anello delle sue mura possenti che racchiudono chiese preziose come gioielli, antichi edifici celebri, e fan si che sia intatto a Lucca il suo aspetto di piccola, splendida capitale, di quando cioè il circondario lucchese costituiva uno Stato indipendente, minuscolo ma glorioso. L'attuale cerchia muraria è in realtà la terza che sia stata eretta a recingere la città: già i Romani, verso iI III o il II secolo a.C., la fortificarono con un recinto quadrangolare avente quattro porte d'accesso, una circa a metà di ogni lato; ma questa prima difesa andò completamente distruttal ad eccezione dei pochi avanzi, visibili nell'interno della chiesetta di S. Maria della Rosa e conservatisi solo in quanto il piccolo tempio fu costruito a ridosso di quel modesto tratto di mura. Tra i secoli XII e XIII venne eretta la seconda cerchia muraria (terminata nel 1260), tutta merlata, molto più grande della precedente dato che la città si era notevolmente ampliata, specie ad est e a nord; mezze torri cilindriche rinforzarono le mura, mentre le quattro porte erano poderosamente difese da torri laterali, munite di ponte levatoio e chiuse da battenti in legno.





Il luogo e la sua storia


Colonia latina nel 180 a. C. ebbe statuto di Municipium che consentiva una certa autonomia amministrativa. Nel periodo bizantino e durante il regno dei Goti, il vescovo assunse un notevole potere sulla città. Il nome Lucca dovrebbe derivare dal termine celto- ligure "Luk" , luogo paludoso. Con il Regno dei Longobardi Lucca divenne capitale del più importante ducato della Toscana.
Il marchese Adalberto I estese il suo potere su Firenze e su Fiesole, risiedeva a Lucca in un fastoso palazzo alle porte della città dove oggi è il Piazzale Verdi (anticamente chiamato Il prato del marchese). Alla fine del X secolo la città era la capitale del vasto marchesato di Toscana.
Dal secolo XI la lenta dissoluzione del marchesato fu accompagnata dalla sempre maggiore autonomia delle singole città. L'imperatore Enrico II concesse a Lucca la giurisdizione su un territorio di sei miglia intorno alle mura, base per il futuro stato lucchese, il marchese Guelfo rinunziò ai propri diritti sulla città. Il governo comunale fu retto da due consoli, poi da un podestà.


La Repubblica di Lucca
Con la riacquisizione della libertà, nel 1369, Lucca si dette un nuovo statuto repubblicano. Il potere esecutivo restava al Gonfaloniere ed agli Anziani, in carica per due mesi, il potere deliberativo era attribuito ad un unica assemblea, il Consiglio Generale che delegava la discussione di particolari materie al Consiglio dei Trentasei. Questo ordinamento restò in vigore fino al 1799 con esclusione dei trenta anni della signoria di Paolo Guinigi (1400-1430). Tuttavia nel corso dei secoli furono attuate alcune limitazioni all'accesso alle cariche pubbliche. La legge Martiniana (1556) e l'introduzione di un Libro delle Famiglie Nobili (1629) fecero di Lucca una repubblica oligarchica.

L'epoca Napoleonica
Dopo una breve parentesi, nella quale si alternarono per le vicende belliche della campagna d'Italia di Napoleone, due governi democratici a due di restaurazione (1799-1805), il Senato della Repubblica democratica lucchese chiese all'imperatore dei Francesi di concedere alla città un suo familiare come sovrano. La scelta cadde su Elisa Bonaparte e su Felice Baciocchi che come principi di Lucca e Piombino governarono con un regime costituzionale dal 1805 al 1814. La costituzione del Principato di Lucca e Piombino prevedeva la separazione fra governo dello stato ed amministrazione della città, in questo modo nacque il moderno Comune di Lucca presieduto prima da un maire, poi nuovamente da un gonfaloniere di nomina governativa ed infine con l'unità d'Italia da un sindaco eletto dai cittadini.

Dalla Restaurazione all'unità d'Italia
Il Congresso di Vienna (1815) non restaurò l'antica Repubblica ma istituì il Ducato di Lucca per Maria Luisa e Carlo Lodovico di Borbone che erano rimasti senza un trono. Carlo Ludovico nel 1847 cedette il ducato ai Lorena, Lucca fu unita alla Toscana e subito dopo al Regno d'Italia.

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