ISOLA DI MONTECRISTO


Arcipelago Toscano – 29 miglia dall’Isola del Giglio e 24 miglia a Sud dell’Isola d’Elba, a metà distanza tra il Monte Argentario e la Corsica..
Altitudine: da 0 a 645 m s.l.m. sul Monte della Fortezza. Estensione: 1031 ha

Ambiente fisico: L’Isola ha uno sviluppo costiero di 16 km,. Le sue coste sono dirupate, con un unico approdo in Cala Maestra, dominata da una stretta e profonda valle alberata.
L’Isola è costituita da rocce granitiche a struttura porfiroide con grandissimi cristalli di feldspato. La caratteristica del paesaggio è data dai grandi sferoidi e mammelloni sparsi ovunque e spesso sovrapposti in modo da sembrare scogliere ciclopiche. Si incontrano frequentemente rupi in equilibrio instabile, che sembra debbano precipitare da un momento all’altro, grandi massi chiamati tafoni forgiati in figure bizzarre dall’erosione eolica, ed infine le cosiddette marmitte, cioè pozzi cilindrici levigati, scavati dal moto vorticoso dell’acqua.
È percorsa da una piccola catena montuosa che ha tre vette principali: il Monte della Fortezza (645 m), la Cima del Colle Fondo (621 m) e la Coma dei Lecci (563 m). Il clima può essere definito mediterraneo marino, con inverno mite ed abbastanza piovoso, mentre l’estate è moderatamente calda e piuttosto secca, ma con elevata umidità atmosferica.


Ricerca scientifica: L’Isola di Montecristo per le emergenze ambientali, storiche ed architettoniche che racchiude è stata fatta oggetto di una enorme mole di studi e ricerche che hanno riguardato gli aspetti più disparati. Dallo studio degli endemismi all’analisi delle dinamiche vegetazionali, dal completamento delle liste floristiche alla etologia della Capra selvatica. Uno degli studi più interessanti è quello che mira alla caratterizzazione genetica della popolazione di capra selvatica. Molti studi hanno interessato l'erpetofauna e l’entomofauna dell’Isola. Le possibilità sono infinite, limitate forse solo dalle difficoltà ambientali che Montecristo per sua natura oppone a pur volenterosi ricercatori.

Fonte: Corpo Forestale dello Stato


Il luogo e la sua storia


Cenni storici: Lo sfruttamento antropico delle risorse prende avvio con gli Etruschi, che sembra utilizzassero i boschi di leccio per ottenere combustibile per l’attività siderurgica, mentre Fenici, Cartaginesi e Liguri vi facevano frequenti soste nei loro viaggi per mare.I Romani prelevavano dall’Isola massi di granito per la costruzione delle ville patrizie.
La tradizione vuole che nel 455 dell’era cristiana, S. Mamiliano, vescovo di Palermo, per sfuggire alle persecuzioni di Genserico, Re dei Vandali, approdasse sull’Isola con alcuni compagni e vi conducesse vita eremitica in una grotta, poi denominata Grotta del Santo.
I successori di San Mamiliano nel VII secolo ricevettero la regola Benedettina, ed in quell’epoca venne eretto il Monastero dedicato al Santo, di cui rimangono le rovine. Il monastero conobbe una fase di ascesa che lo portò nel XIII secolo ad estendere la propria autorità religiosa su buona parte della Toscana, della Sardegna e della Corsica. Successivamente le vicende storiche portarono ad una progressiva decadenza del monastero e dell’isola, che divenne meta di scorribande da parte dei pirati.
Dopo alterne vicende, che videro diversi passaggi di proprietà e la costruzione della villa che domina Cala Maestra, nel 1860 l’Isola passò di proprietà del Demanio del Regno d’Italia e nel 1889 venne affidata al Marchese Carlo Ginori, che restaurò la villa e fece dell’Isola una riserva di caccia, curando efficacemente la sopravvivenza della fauna selvatica locale. Durante la Seconda Guerra Mondiale Montecristo ospitò una installazione militare italo – tedesca e rimase poi abbandonata fino al 1949.
Dopo un periodo in cui l’Isola fu concessa dal Demanio a privati nel 1971, anche in virtù delle nuove idee sulla conservazione delle risorse ambientali e a fronte della prospettiva che Montecristo si trasformasse in un luogo di vacanze per privilegiati e dei conseguenti movimenti d’opinione, venne istituita la Riserva Naturale e la gestione affidata al Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, attraverso la Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, e messa a disposizione per la ricerca scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. In questi anni di gestione della riserva naturale con le indicazioni espresse dal Comitato Misto tra Azienda di Stato per le Foreste Demaniali e Consiglio Nazionale delle Ricerche, sotto l’attenta guida della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali, sono stati effettuati numerosi interventi volti al recupero dei fabbricati di interesse storico ed artistico, e si è proceduto all’allestimento di un piccolo museo naturalistico, capace di dare ai visitatori una visione d’insieme immediata degli elementi caratteristici della flora e della fauna presenti sull’Isola. Nel 1977 la Riserva naturale dell’Isola di Montecristo è stata inclusa nella Rete Europea delle Riserve Biogenetiche. Dal 1988 è stata istituita una zona di tutela biologica intorno all’isola per una estensione di mille metri dalla costa.
Sempre nel 1988 il Consiglio d’Europa ha attribuito alla Riserva il "Diploma Europeo", distinzione internazionale che viene concessa a seguito di severe istruttorie e con la preventiva sottoscrizione dell’impegno di mantenimento e ulteriore perfezionamento della gestione conservativa. Attualmente l’Isola di Montecristo rientra nei confini del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.




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